L’uomo morto di Cotard

cotardNOTA: le informazioni riportate nel seguente articolo sono presentate per un loro esclusivo utilizzo in ambito interpretativo e derivano da studi riguardanti disturbi e/o malattie reali.
Si tratta di informazioni generiche e non approfondite che possono essere utilizzate per la creazione e conduzione di un personaggio fittizio in un gioco di ruolo.
NON sono da considerare attendibili e non possono in alcun modo sostituire quelle contenute in siti Web specializzati o fornite da un professionista del settore medico.

Nel tardo ‘800 il dottor Cotard descrisse in un suo trattato lo strano e bizzarro caso di una donna. La lunga intervista portò a galla una serie di disturbi mai riscontrati fino a quel momento nella medicina.
Nota come la sindrome dell’uomo morto o disturbo delirante nichilistico, è un insieme di ossessioni che possono condurre a comportamenti lesivi o a tendenze suicide.

Chi è affetto dalla sindrome di Cotard è convinto a tutti gli effetti di essere un morto vivente o, peggio ancora, di non esistere assolutamente, di essere una sorta di buco nero nella realtà.
Ha la netta sensazione di non avere determinati organi vitali oppure di non poter morire e dover soffrire in eterno in uno stato di dannazione infinita, che assolutamente nulla al mondo abbia valore per lui, che le sue vene siano vuote e non vi scorra una sola goccia di sangue.
In alcuni casi la persona affetta da questa sindrome si convince così tanto di essere morta da sentire costantemente l’odore della sua stessa carne in putrefazione.

E’ l’apoteosi delle psicosi nichiliste, può condurre ad un totale abbandono della realtà e a manifestazioni di fenomeni simili all’Alzheimer, fino ai casi estremi in cui viene totalmente annullata qualsiasi forma di emotività che porta all’incapacità di riconoscere le persone care (in questo si avvicina molto alla Capgras, di cui ho già parlato) o addirittura di negarne l’esistenza o convincersi che siano morte.

Chi soffre della Cotard perde completamente il senso di sè, la propria identità fino a sentirsi nullo, vuoto, inesistente.
E’ però una sindrome che manifesta così tanti sintomi da poter condurre anche a paranoia e allucinazioni visive.

Quali sono le cause?
E’ molto difficile a dirsi, anche perchè è un disturbo estremamente raro: probabilmente dovuto ad infezioni o traumi cerebrali, dall’interruzione delle fibre nervose che connettono le aree emozionali del cervello. Può manifestarsi dopo un ictus, anche se i sintomi e le convinzioni del paziente sembrano svanire con il tempo.

Se intendete creare un personaggio affetto da questa sindrome è bene che teniate conto di alcuni dettagli: innanzitutto va considerata la vastità di sensazioni (o meglio, non-sensazioni) a cui il personaggio è soggetto, quanto può pesare sull’interpretazione e sulla “durata” della vita.
D’altro canto può essere un ottimo spunto per la creazione di sottotrame o sessioni di stampo horror o soprannaturale, in particolare per ambientazioni vittoriane o di inizio del ventesimo secolo (ad esempio ne Il Richiamo di Cthulhu): la mancanza di tecnologia avanzata per la visualizzazione degli organi interni di un corpo (risonanza magnetica, radiologia moderna, TAC) può servire a creare la giusta atmosfera.
Però occhio a non esagerare: attualmente sono stati individuati e confermati un centinaio di casi di Cotard al mondo.
Quindi andateci piano con personaggi (giocanti o meno) affetti da questa sindrome.

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