Lo S.W.A.T. ciccione

Famiglia: Combattenti
Genere: Violenzofili
Specie: Ultraviolentus Vulgaris Ridens

Esempio: Lo S.W.A.T. ciccione

Chiunque abbia visto Dawn of the Dead di George Romero (il film del 1978 noto in Italia come Zombi, non il remake) ricorderà probabilmente una delle scene iniziali in cui una taskforce di polizia fa irruzione in un palazzo abitato da famiglie portoricane che custodiscono i corpi dei propri defunti nei sotterranei.
Avete presente la scena ora, no? Bene, perchè vorrei soffermarmi su uno dei personaggi di questa parte del lungometraggio: Wooley (o Bull nel doppiaggio nostrano, se ben ricordo).
Beh, non si può esattamente definire uno S.W.A.T. (non che il resto della squadra, beh…), ma era meglio chiamarlo così anzichè poliziottosovrappesoabbondantementearmato.

Wooley aveva un copione semplice semplice, di tre parole: sfonda, spara, ridi.Wooley

Statisticamente l’85% dei giocatori di ruolo di sesso maschile ha, nella propria carriera, interpretato tale stereotipo. Non ce ne vergognamo. Non dissimuliamo dicendo “Io? Mai! Solo e sempre maghi elfi!”.
È un dato di fatto.
L’altro 15% il ladro assassino.

È la personificazione della violenza: se c’è un’arma, questa dev’essere sua o deve averne almeno padroneggiato l’uso prima dei cinque anni d’età.
Se l’arma non c’è ancora, mettetevi l’anima in pace: la inventerà.
Perchè tra l’altro lo S.W.A.T. ciccione dimostra un’inventiva ben lontana dalle sue doti intellettive (intelligenza, punti rubati all’agricoltura…) quando si tratta di brevettare nuovi strumenti di dolore e metodi ancor più originali di usarli.
Di norma è maestro in almeno la metà di tutte le tecniche di combattimento esistenti, dall spada corta al mitragliatore d’assalto, dagli insulti di Monkey Island agli sputi, dita negli occhi e ju-jitsu di Arma Letale 1,2,3 e 4.
Fin qui le cose potrebbero ancora andar bene. Ma, a differenza di suo cugino, lo Specialista (coming soon…), l’unico fondamento alla base di questo personaggio è “Io e il dolore siamo culo e camicia”.
Gli indizi per riconoscerlo ancor prima di iniziare a giocare sono evidenti:

  • background ridotto all’osso
  • predilezione per razze e mestieri maggiormente orientate al combattimento
  • scarsa considerazione delle caratteristiche mentali/sociali
  • tre quarti del tempo di creazione del personaggio trascorsi leggendo le pagine del manuale dedicate alle armi
  • precisione chirurgica nella descrizione e storia di ogni cicatrice/sfregio/storpiatura/ferita di guerra
  • INCREDIBILE dote di ricerca, su Google, dei siti occulti di fantomatici prototipi di armi top-secret
  • ghigno alla Jack Nicholson in Shining.

Il suo ruolo? Entrare, uccidere, uscire. Spesso ridendo come un forsennato, concedendosi in rari casi un momento di relax e svago con un saccheggio o uno stupro.
Perchè lo fa? A volte soltanto per il puro piacere di uccidere e distruggere con scarso ritegno.
Altre volte per i punti esperienza, nel qual caso il problema passa da grosso a titanico: vecchine al mercato, gatti randagi, piattole, fiori di campo…tutto ciò che può esser considerato vivo.
Nei MMORPG sarebbe quello che aspetta il respawn delle pecore o, peggio, le alleva per farle riprodurre e poi le ammazza.

Di norma non regge per più di due sedute di gioco. Dopo quel limite, se non è stato trovato un rimedio alla sua condotta, il resto del gruppo lo sopprime. Il personaggio, non il giocatore. Forse.

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