Il rugginofago

rugginofagoLa nascita di questo mostro deve essere frutto di una sinistra forma di sadismo, perchè solo un master sadico può decidere di utilizzarlo. E puntualmente lo si troverà nel dungeon dove si sta recando un plotone di pg corazzati. Da nessun’altra parte, in un dungeon senza neppure uno spillone in terra (già abbondantemente digerito dalla creatura suddetta)…eppure è là, ad aspettarli, come se una talpa nel gruppo dei personaggi l’avesse prontamente preavvisato dell’arrivo imminente del pranzo.

Ma perchè schierare un rugginofago se non per un sottile e perverso spirito di crudeltà? Magari facendolo nascondere come un ninja e poi scagliandolo in modo talmente fulmineo da rendere in mutande mezzo gruppo ancor prima del primo round di combattimento?

Dico io, è malignità! E’ come se ad un matrimonio la sposa lanciasse il bouquet nel bel mezzo di un nugolo di scapoli convinti.
Non è casualità. E’ premeditazione. E’ cattiveria.

Perchè a parte la sua singolare dieta, che altra caratteristica rilevante ha il rugginofago?
Che storia si può costruire intorno alla sua esistenza e presenza in un luogo?
Ma anche se un giorno qualche pervertito decidesse di mandare i suoi giocatori ad esplorare una tana di rugginofaghi, che ricompensa troverebbero questi impavidi denudati eroi alla fine? Cartapesta? Buoni spesa?

Un merito, tuttavia, questo amabile insettoide lo ha: è il grande pareggiatore di conti.
Quando la campagna sfugge dalle mani del master per colpa delle armi che incautamente ha elargito ai suoi personaggi, il nostro mostruoso amico ripristina la bilancia dell’Equilibrio cosmico senza accoppare nessuno: entra, resetta la motosega a manovella +5 vorpal e nella campagnaun torna la pace e la normalità e d’un tratto dai dungeon di mezzo mondo si innalza un lungo, gaudioso sospiro di sollievo o una standing ovation di trentasette minuti: qualcuno sopravviverà un giorno di più.

Che mostro inutile, direte voi…
Eppure, se volete far schizzare alle stelle il pathos di una sessione di gioco non dovee fare altro che piazzarne uno dietro il prossimo angolo di dungeon. Dopotutto D&D è un gioco dove conta moltissimo l’acquisizione di denaro e di oggetti, magici e non: a conti fatti per traumatizzare la psiche di un giocatore basta poco, no?

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