Il Re dei Briganti: di coltelli e buona sorte.

il re dei brigantiredeibriganti_thumbOgni re dei briganti vi dirà di essere il vero ed unico re dei briganti prima di lasciarvi senza braghe o, peggio ancora, a marcire in un fosso con la gola tagliata. Certo, direte voi, a questo punto potrebbero esistere decine di re dei briganti, ed in effetti è così: a volte due di loro si incontrano su di un sentiero, ognuno scortato dai suoi sudditi, e si inizia a discutere di politica e confini. Qualche ceffone, un paio di coltellate, un idiota trascinato via dalla sua pozza di piscio e sangue e poi i due re tornano ai propri domini, al proprio miglio di terra da vessare. È così da sempre, da quando esiste il denaro e i piaceri che può comprare. Eppure da qualche parte fra le coste del Mare d’Oriente e le rovine della vecchia e avida Aghartis una sottile striscia di terra nota come la Strada di Rame, l’unico collegamento terrestre per gli scambi fra le due metà gemelle del vecchio continente, è il dominio del vero e unico Re dei Briganti e della sua vastissima corte di tagliagole delle ombre, donne dal sangue di vipera, cani parlanti e demoni vincolati.
Nessuno dei sedicenti altri re lo confesserà mai, ma almeno una volta nella loro criminale vita hanno ceduto il passo a lui.
Si, è come dicono, scoreggia tempeste ed alita morte, ha due teste e dodici spose, ognuna gli ha dato trenta figli forti come leoni, duecento inverni sul dorso ed ancora il vigore di un torello.

Ah, non mi credete, pensate che mi prenda gioco di voi. Bene! Allora avrete soddisfazione, sedetevi e datemi adito di rinfrescar l’ugola con un calice che di certo mi offrirete…

Dovete sapere che anche con fortuna si può diventare un re, e il nostro di fortuna ne aveva, forse era l’unica cosa che possedesse. Non perderò tempo nel raccontarvi chi era prima di indossare la corona, ma si ritrovò sulla Strada di Rame nel momento sbagliato. Niente di più semplice.
Non era neanche un tipo molto sveglio, sapete? Amava viaggiare di fantasia, perdersi in sogni gloriosi e temerari, avrebbe potuto creare un mondo intero con i suoi deliri… eppure maledettamente bravo nel dimenticare la realtà intorno a lui. E quella notte, sulla Strada, si appisolò sotto l’albero grigio, un vecchio castagno dal legno color fumo e dalla corteccia scheggiata da mille e più tagli.

Già, l’albero grigio, proprio il luogo di incontro di un nutrito gruppo di briganti.

Non che avesse granché da barattare con la propria vita, purtroppo, se non l’opportunità di divenire in pochi istanti una fonte di diletto per i gentiluomini, sperando di poter strappare insieme a qualche risata anche la clemenza.

Intonava ogni canto volgare da bettola gli venisse in mente ma, per quanto si sforzasse, le risa furono tutto ciò che ottenne. E alla fine calò il silenzio.

Ma non si poté dire che il capo dei banditi non fosse un uomo generoso!
Lanciò un coltello ai piedi del giovane e lo invitò a conquistare la propria vita rubandola ad un altro.
Solo che l’altro era il più robusto e granitico di quell’accozzaglia di feccia.

E sapete, cari benefattori della mia povera ugola, cosa accadde?
Ma siete abbastanza intelligenti, miei signori, son certo che già sapete come proseguirà la storia…

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