Il mimic

mimicForse erano trenta, forse cento, non saprò mai dirlo con certezza.
Uno scontro che sembrava non avere fine contro gli orchi, ma al termine la vittoria fu nostra. L’antico santuario era libero.
Mandammo avanti il nostro scassinatore, fra i più esperti che i miei occhi abbiano visto all’opera, seguito da Thorgal, un mercenario dei nani di Sottomonte, l’unico in grado di svelare tutti i segreti di quei corridoi di pietra.
Finalmente potevamo rilassarci e dare la caccia ad eventuali ultime sacche di resistenza. Ma la pausa fu breve.
Il nostro ladro tornò di corsa, trafelato e ansimante, gli ci volle un bel pò prima di avere il fiato per spiegarci cosa fosse accaduto.
“Thorgal…il nano…oh cielo….il nano…è stato mangiato da UNA SEDIA.”

Voglio essere tollerante, voglio comprendere la morte accidentale per schiacciamento da un sasso, voglio capire la disgrazia di essere ciucciato come un’aragosta da un vermeiena, anche lo stritolamento da cloaker.
Ma la morte violenta da parte di uno scrigno, una sedia, una tenda no, è troppo.
È come se improvvisamente non si possa avere neanche più fiducia della tazza del cesso di casa propria, che si debba tremare all’idea di aprire il proprio frigorifero (altro che Zuul…), che si abbia la sensazione che il divano sia un potenziale protagonista del prossimo Assassin’s Creed.

Il mimic è figlio di quella sottile vena di sadismo che prima o poi si palesa in tutti i creatori di giochi, un nuovo stimolo della paranoia dei giocatori, come se l’atmosfera creata intorno ad essi da un buon narratore non fosse sufficiente: perchè non bastava sbriciolare mostri ad ogni angolo del dungeon, anche lo scrigno del tesoro deve mozzicarti a morte.
Perchè trasformarsi in un pezzo d’arredamento e far sorgere ai nostri eroi dei dubbi apocalittici su quale delle sedie della sala da pranzo sia una tagliola per chiappe?
Dico io, è una possibile causa di traumi psicologici da manuale, roba da dover chiedere i danni morali all’ideatore di questo sgorbio perchè non si può più entrare all’Ikea senza farsi prendere da mosse epilettiche, schiuma dalla bocca e frasi sconnesse in aramaico antico.
A questo punto perchè non trasformarsi in qualche metro quadrato di pavimento e poi inglobare il povero malcapitato e tagliare così la testa al toro, sorbendosi un’enciclica di bestemmie dalla vittima ma almeno risparmiandole i soldi per la terapia di gruppo?

Poi mi viene in mente che il mostro-pavimento-che-ti-ingloba esiste già, ed improvvisamente il mimic mi sembra il male minore.

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