Il matematico

il matematicoSe ogni equazione, algoritmo o dato statistico che spara durante la sessione fosse un proiettile, il tavolo da gioco sarebbe un fottutissimo film di John Woo.

A differenza del tecnico, però, il matematico non è una bomba ad orologeria e non rischia di entrare in conflitto con gli altri giocatori in interminabili liti su regole e cavilli.
Non ne ha assolutamente bisogno.

E’ il Kasparov del gioco di ruolo, nel tempo libero si chiude nel suo studio per elaborare mazzi di Magic mortali o a vincere discrete somme sui siti Web di Texas Hold’em.

Raramente sceglie di interpretare personaggi che abbiano molto a che fare con i dadi: la casualità è male, la sorte è peggio di un catenaccio sulle gengive, il dado è lo strumento del diavolo.
Allo stesso modo la sua scelta ricade sempre su ordine e legge, se ci sono allineamenti da giocare, perchè il caos è cacca.
Se ci sono punti da distribuire, come in GURPS, è un maestro assoluto: li ottimizza in modo che abbia tutti i benefici e il minor numero possibile di difetti, se non nessuno. Ed è incredibile, la scheda finale è talmente assurda che il master sa di doverla controllare svariate volte prima di approvarla, da qualche parte ci deve per forza essere l’imbroglio.
E alla fine si arrende, perchè è IMPECCABILE: un personaggio micidiale, il triplo più forte di tutti gli altri in gioco eppure partito con gli stessi punti da assegnare, gli stessi livelli…tutto identico. Solo che lui è Maciste e gli altri sono Alvin e i Chipmunks.

Se partecipa ad una campagna di D&D dalla terza edizione in poi si presenta con il suo quadernetto in cui sono già trascritte dalle quindici alle trenta possibili combinazioni di razza/classe/talenti/abilità: cosa gli serve… un personaggio di terzo livello? Te ne sforna SEI di terzo livello diversi, ciascuno forte come uno di decimo.

Ma lo stato dell’arte lo raggiunge durante il gioco: lui non tira dadi, non ne ha più bisogno, è un asceta del calcolo.
All’inizio di un combattimento chiede per filo e per segno la posizione dei nemici, l’inclinazione del terreno, gli eventuali ripari, l’allineamento dei pianeti, le condizioni intestinali del master: una volta ottenute queste informazioni si chiude in sè stesso, nel suo piccolo mondo fatto di numeri e Matrix, e in trenta secondi calcola tutte, TUTTE le dannatissime sequenze di azioni di ogni personaggio giocante e non.
C’è solo una cosa che non riesce a calcolare con il suo cervellone: sei dannatissimi numeri del Superenalotto.

Come fermarlo?
Fate sedere di fianco a lui una giocatrice compiacente che gli fa gli occhioni dolci mentre calcola: in dieci minuti si trasformerà in Rain Man senza il suo budino di tapioca.

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