Il cubo gelatinoso

A volte mi domando a cosa stesse pensando zio Gary durante la creazione dei mostri da inserire in D&D.
Forse erano il risultato di incubi notturni da peperonata. Non lo so.
Perchè mi è difficile comprendere le origini del cubo gelatinoso.

Caratteristiche speciali
cubo_gelatinoso

Grazie alla trasparenza della sostanza di cui è fatto, il cubo striscia lentamente nei corridoi oscuri di un dungeon quasi invisibile e difficilmente si riesce a intercettarlo fin quando non si è molto vicini alle sue superfici. E a quel punto è troppo tardi: rapidamente paralizza con le sue secrezioni il malcapitato e lo ingloba soffocandolo entro brevissimo tempo, dopodichè ne “digerisce” i resti grazie a un processo corrosivo.

Molto spesso ciò che non riesce a dissolvere (ad esempio alcuni metalli) lo espelle, altro resta nel suo corpo e può rappresentare un tesoro per coloro che un giorno riusciranno a recuperarlo.

Svantaggi
Una grossa sfera gelatinosa è molto più minacciosa. Rotola velocemente, rimbalza sulle pareti, quando la vedi avvicinarsi così rapidamente ti senti come Indiana Jones che scappa con l’idolo d’oro. Ti manda in panico! E’ divertente!

Un cubo. D’accordo, i corridoi di pietra di norma hanno una forma adatta al passaggio del cubo…fino a quando non si giunge ad una svolta troppo stretta o, peggio ancora, ad un cunicolo. Magari è in grado di passare e riformarsi dall’altra parte!
Più ci penso e più mi ricorda il lievito: provate a lasciare una pallina di impasto in una scatolina e ben presto avrete un cubetto.
Altre volte mi ricorda le formine dei bambini: la stella, il cilindro, il cubo…
E come si riproduce? Siamo sicuri di volerlo sapere? Un cubo tagliato forma due cubi e questi, tagliati, ne formeranno altri due ciascuno.
Quindi o c’è qualcuno pagato per affettare i cubi a metà oppure qualche mago pervertito ha messo delle lame al centro di uno dei corridoi del dungeon, le famigerate affettacubi.
Non dimostra intelletto, ma se lo avesse a cosa penserebbe? Forse è quella la parte più interessante della famiglia delle Melme (“buongiorno, sono il sig. Cubo Melma”), loro continuano a fare avanti e indietro senza aver bisogno di pensare, strisciano, intercettano, inglobano, digeriscono e tanti saluti.

Che noia mortale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *