Il catoblepas

catoblepasBeh, siamo in un territorio delicato.
Perchè ho la sgradevole sensazione che questo articolo sia come una raffica di mitra contro la Croce Rossa.

Che possiamo dire? Qui stiamo parlando della Mariangela Fantozzi del Manuale dei Mostri, del Freddy Krueger dipinto da Picasso, dell’incubo di un disegnatore TSR dopo fagioli con le cozze.

Vero è che, secondo i normali canoni estetici, c’è anche di peggio fra i mostri, ma se ci mettiamo anche il suo superpotere…
Certo, stiamo parlando della trasposizione di una creatura mitologica di pliniana memoria, ma qui si esagera: passi la testa di bisonte, passi il corpo d’ippopotamo, passi anche il collo serpentino…ma pure pieno di croste, bubboni e sporcizia, e che diamine!

Se non fosse abbastanza per l’aspetto, questo poveraccio deve anche sopportare l’estremo disprezzo di generazioni di giocatori infuriati perchè i loro personaggi si son ritrovati, per puro caso e senza speranza di salvezza, ad incrociare lo sguardo con lui e ci son rimasti secchi…puff…di botto.
Praticamente, subito dopo il Tarrasque, è il modo migliore per chiudere una campagna di cui si è annoiati senza accampare scuse: metti un catoblepas a tavola che domani si comincia con la campagna nuova!

Però, per quanto possiate deriderlo, ricordate che a lui, a differenza vostra, hanno dedicato una canzone.

 

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