I Signori del Caos

Ormai di Dungeons & Dragons in tutte le sue forme e versioni ne sappiamo già parecchio e di certo avremo modo di parlare in futuro del suo successo internazionale.
Ma oggi preferirei restare entro i nostri confini.

Dovete sapere che, all’inizio degli anni ’80, furono pubblicati i primi leggendari sistemi di gioco totalmente italiani e che meritano un posto d’onore non solo nella storia del GdR ma anche sugli scaffali dei collezionisti più agguerriti.


Il primo, che molti hanno di sicuro sentito almeno nominare, è Kata Kumbas, molto divertente ed ambientato in un’Italia medievale fantastica con uno scenario e un regolamento originali che hanno saputo renderlo famoso fra le prime generazioni di giocatori.
Ma qualche mese prima della sua pubblicazione avvenuta nel 1984, I Signori del Caos vide la luce e fu presentato sul mercato.
C’è da aggiungere un interessante aneddoto: I Signori del Caos rappresenta una sorta di versione alternativa di Advanced Dungeons & Dragons 1st Edition e quindi ha un corpus di regole molto simile ad AD&D; la cosa divertente è che la prima edizione anticipò frettolosamente KK di alcuni mesi e per questo fu pubblicata quando ancora non era del tutto completa e testata. Fu una scelta dettata dalla volontà di uscire sul mercato come primo GdR italiano in assoluto e questa prima edizione era davvero bizzarra, con diverse incongruenze e sezioni solo accennate o del tutto mancanti, eppure molto divertente malgrado le sue mancanze.
La seconda edizione uscì quattro anni dopo in una versione più elegante e definitiva.

e4c0e96843115428e9c7f8f02eb18975_orig

Ci sono prodotti dell’epoca di maggior qualità, certo, ma vorrei soffermarmi su una riflessione, essendo uno dei fortunati possessori di entrambe le edizioni de ISdC.
Erano anni in cui Internet per tutti era ancora un miraggio, dove una stampante poteva costare un patrimonio e pubblicare anche una manciata di copie di un libro non sempre era una spesa alla portata di tutti.
Questo gioco, nella semplicità della sua impaginazione, delle illustrazioni e delle avventure (stampate, tra l’altro, su carta pergamenata) è in grado di farti sentire la nostalgia di quegli anni d’oro, quando tutto ciò che arrivava nel nostro Paese era di lingua inglese e poteva essere acquistato con non poche difficoltà (quanti negozi di giochi di ruolo pensate che esistessero all’epoca?).
Non era un sistema eccezionale, non si è mai distinto per raffinatezze tecniche o innovazioni nell’ambientazione (“Arret”)…ma aveva un suo fascino che tuttora posso apprezzare quando ho il piacere di sfogliarne i suoi manualetti dalla copertina nera.

Sinceramente, se me ne capitasse l’occasione, organizzerei una piccola sessione di gioco de ISdC, senza pensarci due volte. Basta saperlo vivere con semplicità e zero pretese.

PS: data la carenza di immagini in Rete la prossima settimana pubblicherò un pò di foto dei miei manuali de ISdC, promesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *