Halfling e Hobbit: la guerra (legale)

Il termine halfling, già utilizzato ne Il Signore degli Anelli per indicare gli hobbit (tradotto bonariamente “mezz’uomo” in italiano), raggiunse un’elevata popolarità quando il regolamento e l’ambientazione di Dungeons & Dragons iniziarono ad essere pubblicati in tutto il mondo, includendo questa buffa e simpatica razza come una delle giocabili.
Rappresentava, probabilmente, una sorta di omaggio a J.R.R. Tolkien, la cui opera principale era stata ispiratrice fondamentale del gioco, ed era una interessante alternativa all’elfo e al nano.
Tuttavia ben presto l’esistenza dell’allegro e grassottello esserino dalle orecchie a punta e dai piedi pelosi finì per essere minacciata da qualcosa di gran lunga più pericoloso di Sauron, degli orchi e dei nazgul:
gli avvocati.

L’hobbit e l’halfling erano pressochè identici nell’aspetto e nel carattere, con l’unica differenza che il secondo era maggiormente predisposto per la vita da avventuriero e questa cosa non andava giù alla Tolkien Enterprises che, in quanto detentrice dei diritti d’autore sulle opere del maestro, non vedeva assolutamente di buon occhio la cosa e minacciò di portare la questione davanti ai giudici.
La TSR (per chi non lo sapesse la casa editrice di D&D) era giovane e non aveva ancora il potere economico necessario da permettersi un’eventuale sconfitta in tribunale e dovette correre ai ripari grazie ad un compromesso: si riuscì a mantenere l’utilizzo del termine halfling ma, nelle versioni successive, sarebbe stato necessario (anche gradualmente) cambiare le caratteristiche e l’aspetto di questa razza nel regolamento di gioco.

Fortuna volle che, negli stessi anni, Tracy Hickman avesse accettato la proposta di uno dei giocatori del suo gruppo, Harold Johnson, di un’alternativa all’halfling: il paffutello infatti era ritenuto inadatto al contesto storico e sociale dell’ambientazione di Hickman, chiamata Dragonlance.
Da questa vicenda nacque il kender, versione più magra, dai piedi normali, estremamente curiosa e geneticamente cleptomane nonchè con il grande (?!?) vantaggio di non soffrire alcuna forma di paura e di poter causare una furia cieca negli avversari semplicemente prendendoli in giro.
Ovvia conseguenza fu l’inserimento dei kender (rappresentati dall’eroico e simpaticissimo Tasslehoff Burrfoot) nella saga che Hickman avrebbe scritto insieme a Margaret Weis.

Intanto qualche anno era trascorso e la TSR aveva incassato ingenti somme con la vendita del suo gioco: la dirigenza cambiò presto dopo i dissapori interni che portarono Gygax ad andarsene e fu la svolta verso il declino.
Le variazioni che dovevano essere apportate all’halfling tardavano a giungere nella seconda edizione di Advanced Dungeons & Dragons e le complicazioni legali tornarono a farsi sentire. Questa e molte altre scelte dei capoccioni avrebbero ben presto portato alla rovina la casa editrice di Lake Geneva.
Dopo l’acquisizione di D&D da parte della Wizards of the Coast nel 1997 le cose cambiarono: fu concessa l’autorizzazione da Hickman e Weis e l’halfling mantenne il nome ma cambiò l’aspetto in quello che tutti noi conosciamo ora, ovvero una leggerissima variante del kender. Riguardo ai tratti comportamentali e di carattere furono posti meno vincoli e data più libertà ai giocatori, mantenendo comunque quello spirito curioso e in parte infantile.

E vissero tutti felici e contenti…tranne quelli che odiano i kender, come me.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *