“Che fate, girate un film?”

Ebbene sì, è una delle classiche domande, una di quelle prima o poi la bruttaggente come noi deve sentirsi porre.

E’ quasi alla pari con un altro colosso degli atroci dubbi dei profani, quello della mamma che, quando giochi a Dungeons & Dragons con i tuoi amichetti, ti chiede:

CHI VINCE?

Di che sto parlando? Di quei momenti, a volte imbarazzanti e a volte esilaranti, in cui un curioso passante si avvicina, nel cuore di un parco o di una riserva naturale, a giovani (e non più tanto giovani) in indumenti particolari, con addosso vistose armature e armati di micidiali spade e asce…finte.

Giocatori di ruolo dal vivo o, se lo preferite, di LARP (Live Action Role-Playing).
Ed io sono uno di loro o meglio, son tornato ad esserlo di recente!

Ecco che lo percepisco, quel suono sinistro che, di pari passo con lo scricchiolio delle bende da mummificazione incartapecorite di alcuni dei più anziani e ammuffiti e tradizionalisti frequentatori di questo blog, si fa sempre più intenso.
E’ il “mah” di scetticismo e perplessità.
E’ lo storcere del naso dei seguaci puristi della nobile arte del tiro di dado.
E’ come l’improvviso arresto cardiaco del master quando un suo giocatore gli confida di di voler fare il nano mago.

Ad essere onesti, quando mi fu proposto di partecipare ad un LARP ero ugualmente scettico, pensavo fosse roba da sfigati (il bue che dà del cornuto all’asino…).
Era un caldo agosto del 2005 ed ero stato convinto a creare il mio primo personaggio e ragionare sul suo equipaggiamento ed abbigliamento: inutile dire che il suo primo aspetto rasentava il ridicolo, gilet di pelle nero con borchie, appena rasati via gli ultimi sopravvissuti alla fallimentare Guerra del Capello Perduto, pizzetto e baffi degni di un D’Artagnan cresciuto sul pianeta Namecc… a guardarmi adesso sembravo più uno dei cattivi sfigati di Ken il Guerriero la cui apoteosi interpretativa sarebbe stata l’esplodere come una miccetta.
E no, non posterò foto, col cazzo che la posto una foto.

Però il personaggio era figo o almeno sperava di passare per tale, una sorta di guerriero/mago… che alla fine si dimostrò versatile come lui.

Però l’atmosfera era bella, c’era tantissima gente che si divertiva, interpretava il proprio personaggio in modo eccellente, roba da veri applausi, e il contesto non poteva essere migliore in quei caldissimi giorni d’agosto (tranne per la notte, durante la quale continuavi a interpretare il tuo personaggio mentre combatteva le Zanzare Giganti di Mordor™).
Avevo anche trovato la gilda che mi avrebbe rapito il cuore e intrapresi lo studio per affrontare gli esami per diventare un provetto cattivone-sacrificabile-di-Ken-il-Guerriero-ALCHIMISTA.

In modalità PNG Ewok Gigante Diabolico

Sarò onesto, ero partito con un bagaglio pieno di pregiudizi e gilet neri borchiati, dopo una settimana tornai con ustioni di terzo grado ma felice come un bambino, ansioso di provare nuovamente quell’esperienza.

Un po’ alla volta, poi, ebbe il sopravvento il mio spirito da master e narratore, avevo sempre il mio bel personaggino ma adoravo l’idea di scrivere trame, organizzare gli eventi nella mia regione, disegnare bozze di scenografie e avventurarmi nel prepararle, scegliere i costumi dei PNG.

E oggi sono piacevolmente sorpreso nel vedere che il LARP in Italia è diventato molto più comune e seguito da un numero ancor maggiore di persone, così come il gioco di ruolo “tradizionale” (dopotutto questa è l’era del Nerd stando al calendario azteco) e di assistere alla nascita e allo sviluppo di così tante associazioni che si prodigano nell’organizzare eventi su tutto il territorio nazionale.

Questo mio articolo è una sorta di ringraziamento per quell’esperienza molto bella e costruttiva, dapprima vissuta con una grande e articolata associazione che preferisce restare nell’anonimato (dirò solo che il suo nome inizia per GRV e finisce per Italia) e poi, dopo parecchi anni di fermo, con i nuovi amici del Mondo Ancestrale.

E infine la morale della storia, anzi, LE morali.

Non avere pregiudizi: diamine, la maggior parte di noi si segrega in casa o nei locali di qualche associazione con dadi, manuali e scheda, ho forti dubbi che sia in una posizione tale da poter considerare “sfigato” chi gioca dal vivo: anzi, come ho già scritto prima è possibile trovare interpreti molto, molto più bravi di quelli che si conoscono e si ha la possibilità di imparare, di condividere esperienze ed opinioni.
E poi c’è anche quel po’ di movimento fisico e di vita all’aperto che male non fa ai nostri organismi composti per il 70% da birra/Coca-Cola/snack di dubbia origine terrestre.

Non vergognarsi: si, è il primo scoglio, difficile abbandonare l’intimità del tavolo di gioco dove imbruttirsi con gli amici, lasciarsi crescere una barba talebana mentre si scrive, si cancella e si riscrive sulla scheda del proprio personaggio: il passo fra l’interpretarlo in questo contesto e farlo invece davanti a molti sconosciuti è grande e difficile da fare a volte ma, ve lo assicuro, superata questa difficoltà quello che si guadagna è divertimento e quel pizzico di soddisfazione personale che tanto ci piace.
Ammetto di averci messo un bel po’ e che spesso è stato difficile immedesimarmi e lasciare da parte il buon vecchio me stesso per qualche ora ma ne è valsa la pena.
Il segreto è semplice: se vi sentite un po’ scemi a farlo, pensate che siete circondati da “scemi” come voi che non solo lo fanno ma si divertono pure!

Siate equipaggiati: non è necessario staccare assegni per metter su un proprio costume, a volte basta la fantasia e girare per qualche mercatino oppure approfittare della Rete e dei tanti che vogliono vendere propri abiti, armi o pezzi d’armatura senza contare poi l’indecente quantità di tutorial e video per preparare il vestiario del vostro personaggio, la cintura con le sacche per le monete, la bandoliera per le pozioni e il mantello con cappa.
E poi ditemi se, al giorno d’oggi, non c’è una fiera che non abbia almeno uno stand con in vendita armi e armature anche a prezzi bassi (ovviamente se non volete provare voi stessi a cucirne/lavorarne una, come ho fatto io con il mio primo, fantastico gilet demmerda).
REGOLA D’ORO: ricordatela, imprimetevela in testa, è la stessa regola della nonna premurosa: leggeri d’estate, pesanti d’inverno.
Perché la morte per assideramento è dietro l’angolo, soprattutto quando volete giocare il barbaro con il mutandone di pelliccia alle pendici dei monti abruzzesi durante il ponte dell’Immacolata.
Non mi credete? Bene, di aneddoti da raccontare ne ho così tanti che quasi quasi potrei aprire una rubrica apposita. Occhio.

Portatevi la f#@@*@issima crema protettiva e lo spray anti-Zanzare Giganti di Mordor™: e gli antistaminici se avete allergie, e gli altri medicinali di cui avete bisogno nella vita quotidiana. Di norma chi organizza eventi ha fra i suoi sempre qualcuno con la giusta preparazione medica in caso di infortuni o malori o comunque gli eventi vengono organizzati con le dovute precauzioni, ma d’estate il sole picchia in testa, soprattutto quando hai la pelata e decidi di disegnarci sopra un bel tatuaggio che, una volta lavato via, ti lascerà il negativo per due settimane (true story).

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