100 livelli e non sentirli

Se vi sembrava eccessivo il manuale dei livelli epici  di D&D3 allora è meglio che vi fermiate un momento, prendiate un bel respiro per poi darvi alla lettura di questo articolo.

notate lo sguardo da maniaco…

Dovete sapere che nella seconda metà degli anni ’80, quando la prima storica edizione di Advanced Dungeons & Dragons andava di moda, un individuo estremamente pericoloso di nome Douglas Niles decise di dare ai giocatori di tutto il mondo un’opportunità irripetibile: dopo aver pubblicato, naturalmente per conto della gloriosa TSR, due moduli avventura per personaggi di alto livello ambientati nelle terre di Bloodstone nei Forgotten Realms, Niles sfornò il terzo, ultimo ed epico capitolo di questa saga che si allineava agli eventi catastrofici che si susseguivano in quella specifica regione della nota ambientazione.

Un mattino Niles, che all’epoca in quanto a produttività per i Forgotten Realms era secondo soltanto al buon Elmin…Ed Greenwood, entrò negli uffici della TSR, con un luccicante sorriso a 64 denti, e si recò frettolosamente dalle alte sfere dell’azienda con quello sguardo allucinato tipico di chi fa colazione con pancake farciti di varechina.
“Ho avuto un’idea geniale! Rivoluzionaria!” esclamò dinanzi ai presenti, terrorizzati dalle condizioni dello scrittore: già in passato si erano ritrovati a che fare con un Niles sotto effetto dopante e dopo anni era ancora in vigore il divieto negli uffici di pronunciare la parola Lankhmar in sua presenza.

L’idea era tanto geniale quanto truffaldina: nell’ultimo epico capitolo della campagna di Bloodstone ai giocatori sarebbe stato possibile giocare personaggi di centesimo livello. Non solo oltre il canonico ventesimo livello, ma di livello 100!

So che a qualche maniaco di voi sono brillati gli occhi dinanzi a questa succulenta prospettiva, ma purtroppo sono qui per smorzare i vostri entusiasmi prima che vi concediate ad idee diaboliche et malsane.

Cerco di evitare qualche spoiler nel caso in cui vogliate un giorno giocarla, posso soltanto dire che il modulo finale di campagna prevedeva schiaffi/dita negli occhi/sputi in faccia/insulti alla genitrice con GROSSE entità demoniache, quindi sembrava piuttosto legittimo che i giocatori potessero disporre di super-personaggi per l’occasione.

E The Throne of Bloodstone includeva anche le schede pregenerate di alcuni eroi epici del calibro di Perseo, Circe ed Hermes.

Ma, a conti fatti, cosa comportava essere di centesimo livello?
In realtà un bel niente: i personaggi potevano incrementare le caratteristiche ma mai superando il valore massimo, per AD&D, di 25, accumulavano punti ferita regolarmente, c’era possibilità da parte del master di includere oggetti particolarmente potenti da assegnare loro…ma alla fine non molto di più, perché non c’erano estensioni delle tabelle degli incantesimi, di ulteriore riduzione del THAC0.

Quindi in soldoni la sostanza non cambiava e il tutto puzzava un po’ di fregatura: per fortuna però il contenuto del modulo era di gran qualità (come pressoché tutti i lavori di Niles) e la maggior parte dei giocatori sorrisero alla strana proposta inclusa fra quelle pagine e continuarono la campagna divertendosi ugualmente.

Morale della storia? Diffidate di Douglas Niles!

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